Tornare a lavoro, aver bisogno di qualche ora per ritrovare sé stesse, una visita dal dottore proprio durante l’ora in cui avresti dovuto allattare o magari il papà ha il desiderio di partecipare all’allattamento… Sono tantissimi i motivi per cui potresti aver bisogno di estrarre e conservare il tuo latte materno, l’alimento migliore in assoluto per il tuo bambino.
Io, ad esempio, sono tornata a lavorare molto presto e ho dovuto necessariamente informarmi sui metodi di conservazione del latte materno, per poter garantire non solo al mio piccolo Nicolò, ma anche ai nonni o alla baby sitter che lo avrebbero accudito in mia assenza di avere la tranquillità di poter far fronte ad eventuali crisi di fame.
Esistono diversi modi per conservare il latte materno, tutto dipende dalle tue esigenze e dai tempi più o meno lunghi che devi coprire.

La guida di Mamila
per un allattamento al seno sereno e felice
- Il latte materno;
- Posizioni per allattare;
- Mastite, ingorghi e ragadi;
- Cosa mangiare in allattamento;
- Come smettere di allattare;
- Papà e allattamento, il loro ruolo è fondamentale;
Come conservare il latte materno tirato
La prima cosa da sapere è che il latte materno può essere conservato in diversi modi e può durare anche diverso tempo, tutto sta nel seguire qualche piccola accortezza affinché il tuo latte non si rovini.
Innanzitutto è importante che ti procuri dei contenitori adatti alla conversazione del latte materno, preferibilmente in vetro o in plastica, accuratamente lavati, sterilizzati e asciugati, ma avremo modo di parlarne verso la fine dell’articolo.
Come probabilmente avrai già avuto modo di sperimentare, con il tiralatte non sempre si riesce a mettere da parte la giusta quantità di latte per un’intera poppata. Voglio subito tranquillizzarti: è del tutto normale e non significa assolutamente che stai producendo poco latte, semplicemente le modalità e l’intensità di suzione del tiralatte è diversa e sicuramente inferiore rispetto a quella del tuo bimbo.
Alla luce di questo, potrà capitarti di doverti tirare il latte più volte per accumulare la quantità di latte di cui il tuo bimbo ha bisogno e per conservarla in uno stesso contenitore, riempito a più riprese, dovrai fare molta attenzione alla temperatura, perché deve essere la stessa per entrambi.
Un’ultima cosa: non dimenticare di scrivere la data sul contenitore.
Leggi anche: Allattamento al seno: vantaggi, benefici e piccole curiosità
Come conservare il latte materno in frigorifero
È possibile conservare il latte materno in frigo fino a 3-5 giorni da quando l’hai estratto, assicurati che la temperatura del tuo frigo sia compresa tra gli 0 e i 4°C. Se il tuo frigo è di quelli con un comparto dedicato al freezer, riponendolo qui, il tuo latte si conserverà fino a 2 settimane circa.
Come ti dicevo, se dovessi avere la necessità di aggiungere del latte a un contenitore già refrigerato, dovrai prima farlo raffreddare in frigo, in modo che raggiungano entrambi la stessa temperatura e poi unire le due parti.
Un ultimo consiglio: cerca di posizionare il contenitore con il latte nella parte posteriore del frigorifero, quella più fredda, così sarai sicura che la temperatura rimarrà costante e il tuo latte si conserverà meglio.

Come conservare il latte materno in congelatore
Puoi anche scegliere di conservare il tuo latte in congelatore, cosa che torna particolarmente utile se non hai tempo di estrarre il latte frequentemente o se hai necessità di fare scorta. Infatti, il latte materno conservato in congelatore dura fino a sei mesi.
Quando riempi il contenitore, tieni in considerazione il fatto che il latte congelato aumenta il suo volume, quindi ricordati sempre di riempire il contenitore al massimo fino a tre quarti.
Puoi scongelare il latte materno tirandolo fuori dal frigo per tempo (ad esempio la sera prima) o lasciandolo sciogliere sotto l’acqua non troppo calda del rubinetto o a bagnomaria. È sconsigliato farlo scongelare al microonde, perché potrebbero alterarsi le proprietà del latte.
Il latte congelato può essere conservato in frigo per un massimo di 24 ore, non di più, e puoi riporlo nuovamente in congelatore solo se è stato fuori per meno di 8 ore e non è mai stato scongelato o scaldato.
E se il latte scongelato ha un cattivo odore?
Potrebbe succedere che il tuo latte sappia un odore strano quando lo tiri fuori dal frigo o dal congelatore, e potresti pensare che sia andato a male, ma non è così. Se hai seguito le regole di conservazione alla lettera, il motivo di quell’odore acido è dato dalla lipasi, un enzima che si trova nel tuo latte e che aiuta il tuo bimbo a digerire i grassi. Se il tuo latte ne è particolarmente ricco, potrebbe essere che questo enzima si attivi ancora prima di essere ingerito, scaturendo questo odore particolare.
Solitamente i bambini non si accorgono nemmeno del fatto che il latte ha un sapore leggermente diverso, ma potrebbe anche succedere che il tuo bambino sia particolarmente sensibile e lo rifiuti. Non ti abbattere, a tutto c’è soluzione: puoi provare a scaldare il latte in un pentolino, spegnendo appena prima del punto di ebollizione, quando vedrai una serie di piccole bollicine ai lati, in questo modo la lipasi smetterà di “digerire” i grassi.
Che contenitori usare per congelare il latte materno
Cosa utilizzare per congelare e conservare il latte materno? Le soluzioni che offre il mercato sono diverse, da sacchetti (o sacche) appositi da tenere in congelatore a dei contenitori in vetro o in plastica, che a volte sono gli stessi che si agganciano al tiralatte.
Il tipo di contenitore che ti consiglio di usare, in base alla mia esperienza, è quello in vetro, molto più igienico e sicuro per la conservazione del latte. Inoltre, ti suggerisco di utilizzare contenitori abbastanza piccoli o comunque di riempirli poco, fino a circa 60 o 100 ml, così da poterli conservare meglio ed evitare gli sprechi.
Prima di acquistarli, accertati che i contenitori che sceglierai possano essere riposti in congelatore.