Sono davvero molte le posizioni per l’allattamento al seno che ogni mamma può assumere, il problema è che spesso non le conosciamo o le scopriamo solo quando cominciano i problemi. Credimi, io ne so qualcosa. Quando è nato Nicolò ho passato il primo mese in un totale stato confusionale, non sapevo di poter allattare sdraiata o che ci fossero particolari posizioni per evitare il reflusso, per esempio. Ho scoperto tutto in un secondo momento grazie a una consulente per l’allattamento e l’aiuto del consultorio familiare che mi hanno seguito e mi hanno permesso di avere un’esperienza di allattamento davvero bellissima.
Questo articolo, dunque, è per te, cara mamma, che ti stai approcciando a una delle avventure più emozionanti che la natura ci ha riservato. Qui troverai la lista di tutte le posizioni per allattare il tuo bambino e tanti consigli utili per vivere questo momento con serenità.
Qual è la posizione giusta per allattare un neonato? Esiste davvero?
Partiamo subito dicendo che non esiste una posizione corretta per l’allattamento, esiste solo quella – o quelle – che ti fa sentire più a tuo agio. Quello che possiamo dire, però, è che ci sono alcune posizioni che favoriscono l’allattamento al seno, soprattutto in quei casi in cui si riscontrano dei problemi come un flusso di emissione troppo forte, una difficoltà di attaccamento, la comparsa di ragadi o di ingorghi.
Allattare è un momento magico, in cui si crea un legame tra te e il tuo bambino, un legame intimo e profondo fatto di sguardi, carezze e intesi profumi, va da sé quindi che deve essere anche un’esperienza che entrambi vivete in modo rilassato e piacevole.
Per prima cosa quindi, è importante scegliere una posizione comoda, che faccia sentire bene te e il tuo bimbo e che favorisca un buon attacco al seno, perché la chiave per un allattamento efficace e sereno sta proprio qui.
Iniziamo quindi a esplorare questo mondo tanto affascinante, quanto ancora sconosciuto da molte mamme. Ecco le posizioni per l’allattamento di cui parleremo:
- posizione a culla
- posizione semireclinata
- posizione sdraiata
- posizione a rugby
- posizione incrociata
- posizione della lupa
Posizione a culla
Questa è la posizione classica e forse anche quella che si assume più spontaneamente la prima prima volta che portiamo il nostro bimbo al seno. Per me è stato così ed è anche diventata la mia posizione preferita nel tempo, anche se per necessità ho dovuto assumerne altre soprattutto durante il periodo di avviamento dell’allattamento.
Amavo particolarmente questa posizione perché riuscivo a guardare Nicolò negli occhi, sostenevo la sua tenera testolina con l’avambraccio e lo tenevo stretto a me, pancia contro pancia, ma anche se apparentemente potrebbe sembrare la posizione più semplice, in realtà non è sempre così. Le prime settimane dopo la nascita del tuo bimbo sono una continua scoperta, voi due vi state conoscendo e sicuramente c’è anche un po’ di tensione nel tenere tra le braccia un esserino così fragile, per cui non è insolito sentirsi un po’ impacciate e tese quando si assume la posizione a culla, quindi per cercare di rilassarti potresti provare qualche posizione alternativa come quella semireclinata o sdraiata.
D’altro canto, la posizione a culla è sicuramente una delle più pratiche quando e se ti capiterà di allattare in pubblico.

Posizione semireclinata
Questa posizione prende anche il nome di “biological nurturing” perché, incredibile ma vero, permette al tuo bimbo di trovare autonomamente il seno, muovendosi liberamente anche appena dopo la nascita. Esistono diversi video che mostrano come i neonati, muovendo la testa avanti e indietro e con l’uso delle mani, riescano a trovare il capezzolo della mamma e avviare così l’allattamento.
Questo movimento si chiama “breast crawl” ed è qualcosa di stupefacente.
Allattare in questa posizione è molto comodo, soprattutto se hai un seno voluminoso o se hai un riflesso di emissione forte (questo succede quando il seno fa uscire troppo latte e troppo velocemente, e il neonato non ha una capacità di deglutizione tale da riuscire a gestirlo).
Posizione sdraiata
Quando ho scoperto di avere un riflesso di emissione forte, la consulente con cui mi sono interfacciata mi ha consigliato di provare ad allattare da distesa per contrastare un po’ la velocità di uscita del latte e permettere al mio piccolo Nicolò di nutristi serenamente. Da allora è cambiato tutto. Allattare da distesa mi aiutava ad essere più rilassata, meno tesa, e il mio bambino percependo la mia tranquillità si attaccava al seno più facilmente. Non ti nego che per me questa posizione è stata la svolta nella mia esperienza di allattamento.
Al di là di questo, la posizione sdraiata è comoda anche per le poppate notturne, quando si è magari troppo stanche per stare sedute.
Prima di passare alla prossima posizione per l’allattamento, vorrei darti ancora un paio di consigli per stare ancora più comoda, mentre allatti da distesa:
- oltre al cuscino che avrai sotto la testa, posiziona un cuscino anche dietro la tua schiena, ti aiuterà a sostenerti, specie nel primo periodo quando le poppate sono solitamente molto lunghe
- per aiutare anche il tuo bimbo, posiziona un asciugamano arrotolato dietro la sua schiena, si sentirà protetto e più rilassato.

Posizione a rugby
C’è chi la ama e chi la odia, io faccio parte della seconda categoria, ma devo ammettere che questa posizione è stata particolarmente utile per contrastare gli ingorghi mammari per migliorare l’attacco al seno, perché aiuta il neonato ad aprire meglio la bocca.
Ti spiego subito come funziona.
Per prima cosa dovrai sederti comodamente, appoggiando la schiena, cercando di ricavare uno spazio maggiore da uno dei due lati. Se può aiutarti usa dei cuscini dietro la schiena, io lo trovavo particolarmente utile.
Ora, posiziona il tuo bimbo lungo un fianco, magari aiutandoti con un cuscino da allattamento o appoggiandolo sul tuo avambraccio, con i piedi rivolti verso lo schienale del divano o della sedia dove sei seduta.
Grazie a questa posizione puoi vedere bene il viso del tuo bambino e assicurarti che si stia attaccando bene, inoltre lui si sentirà al sicuro, avvolto tra le tue braccia.
La posizione a rugby è molto consigliata per tutte le mamme che hanno affrontato un parto cesereo, perché il peso del corpo del bambino non grava sulla ferita, e per tutte le donne che hanno un seno molto voluminoso.
Posizione incrociata o dell’abbraccio trasversale
Questa posizione assomiglia molto a quella “a culla”, ma si differenzia per il modo in cui le braccia sorreggono il tuo piccolo. Ti spiego meglio.
Il braccio che sostiene la testolina e il corpo del tuo bambino è quello opposto al seno a cui è attaccato, al contrario, nella posizione a culla, il braccio che sorregge il piccolo è quello corrispondente al seno da cui lo stai allattando. Il tuo avambraccio sostiene il suo corpo, aiutando la sua colonna vertebrale a stare dritta, mentre la tua mano sorregge la sua delicata testolina e le spalle, posizionando pollice e indice alla base delle sue orecchiette.
Credimi, è piu difficile a spiegarsi che a farsi.
Il vantaggio di questa posizione è che il bambino è perfettamente allineato con il corpo della mamma e ha più facilità ad attaccarsi, e se per caso il tuo bambino ha ancora un attacco un po’ superficiale, grazie a questa posizione puoi aiutarlo a migliorare, favorendo un attacco più profondo.

Posizione della lupa
Già dal nome, probabilmente, hai intuito come funziona questa posizione. In poche parole, consiste nel posizionare il bambino disteso a pancia in su, mentre tu ti sporgi sopra di lui, a carponi, offrendogli il seno. Descritta così non ha l’aria di essere una posizione comoda, e posso assicurarti che non lo è affatto (sì, ho provato anche questa!), ma devo dire che è davvero utile per scongiurare una mastite, quando il seno fa male e solo all’idea che venga sfiorato vedi le stelle.
Se dovesse capitarti di avere degli ingorghi al seno, niente panico, sono cose che capitano, l’unica cosa da fare è agire tempestivamente prima che un semplice nodulo si trasformi in mastite.
Come allattare per evitare reflusso? Esiste una posizione?
La risposta è sì, esiste una posizione per cercare di evitare il reflusso gastroesofageo, anzi ne esiste più di una. L’importante è fare il modo che il tuo bimbo stia in posizione verticale, per evitare che il latte torni indietro.
Potresti adottare la posizione semireclinata oppure puoi provare ad allattare il tuo bambino mentre è in fascia o in posizione “a cavalcioni”, quest’ultima solo quando è un po’ più grandino, per non gravare troppo sulla sua schiena, che ancora non ha i muscoli per reggersi da sola, indicativamente dai 4 mesi in poi.
Il trucco per limitare le possibilità che si verifichi il reflusso, anche se è comunque un fenomeno naturale e piuttosto comune, è non schiacchiare lo stomaco del neonato durante e dopo la poppata e tenere il tuo bimbo in posizione eretta appena terminato l’allattamento.
Esiste una posizione per evitare le coliche?
Le coliche si verificano quando il nostro piccolo ha troppa aria in pancia, perché durante le poppata ne ingurgita troppa. Il problema delle coliche è che non solo fanno dormire male il tuo bambino e lo fanno piangere molto spesso per il fastidio che prova, ma stanca molto anche te e spesso fa pensare a noi mamme che non abbiamo abbastanza latte. Niente di più sbagliato.
Il tuo latte è sufficiente per nutrire il tuo bambino, ma forse è il suo attacco al seno a non essere corretto e quindi bisognerà lavorare su quello per fare in modo che la sua bocca aderisca bene al capezzolo e l’aria entri solo dal suo nasino.
Per questo puoi sfruttare diverse posizioni tra quelle che abbiamo visto, come ad esempio la posizione a rugby che ti permette di controllare se il suo mento tocca il tuo seno e il naso rimane libero, oppure ancora la posizione semireclinata per favorire la discesa del latte e la digestione. Altra cosa importante: cerca sempre di fargli fare il ruttino dopo la poppata, questo lo libererà dell’aria in accesso che ha ingerito durante il pasto.
Per concludere, ricordati sempre che non esiste una posizione migliore di un’altra e che gli unici protagonisti di questo momento così magico siete tu, il tuo bambino, e perché no, anche il papà, che rappresenta un aiuto indispensabile per noi mamme, non solo se ci dimentichiamo di mettere il cuscino dietro la schiena, ma soprattutto per il loro supporto psicologico soprattutto nelle prime settimane.
Insieme a Mamila, ti auguro di vivere una meravigliosa esperienza di allattamento, nel modo in cui tu desideri di viverla.